Project Description

Giulio Turcato

Mantova, 1912 – Roma, 1995

Biografia

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Nato a Mantova nel 1912, dal 1920 vive a Venezia, dove frequenta il Ginnasio e la Scuola d’Arte, e successivamente il Liceo Artistico e la Libera Scuola del Nudo.

Nel 1937 si stabilisce a Milano, dove si guadagna da vivere realizzando prospettive architettoniche e disegni di mosaici per l’architetto Muzio.

Nel 1939 tiene la sua prima mostra personale a Milano. Nel 1942-1943 debutta alla XXIII Biennale di Venezia.

Nel 1943 si reca a Roma, dove espone alla IV Quadriennale. Aderisce alla Resistenza antifascista e partecipa alla Liberazione, stabilendosi definitivamente a Roma. Il suo lavoro artistico è strettamente legato al suo impegno sociale e politico.

Nel 1945 è uno dei fondatori di “Art Club”. Inizia un periodo di formazione europea, con viaggi a Parigi per conoscere le opere degli artisti postimpressionisti e astratti.

Nel 1947 firma il manifesto “Forma 1” e partecipa alla prima mostra del Fronte Nuovo delle Arti.

Nel 1948 è invitato alla XXIV Biennale di Venezia; due anni dopo, alla la Biennale di Venezia del 1950, il suo dipinto Miniera vince il Primo Premio Acquisizione.

Nel 1952, insieme ad Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso e Vedova, entra a far parte del “Gruppo degli Otto”, promosso da Lionello Venturi, e come membro del gruppo espone alla XXVI Biennale di Venezia.

Nel 1954 partecipa nuovamente alla Biennale, presentato da Emilio Villa. Vi ritornerà nel 1956, 1958 (Sala personale e vincitore del Premio Nazionale), 1966 (Sala personale), 1968, 1972 (Sala personale), 1982, 1984, 1986, 1988, 1993.

Nel 1956 si reca in Cina, dove espone a Pechino (Beijing) e Shanghai: le sue esperienze visive durante questo viaggio innescano una serie di opere storiche, dai Deserti dei Tartari alle Mosche Cinesi.

Nel 1957 partecipa alla mostra Painting in Post-War Italy, organizzata a New York da Lionello Venturi.

Nel ’58 viene invitato alla selezione italiana per il “Guggenheim International Award” di New York.

Nel 1959 è presente alla seconda Documenta a Kassel.

Nel 1964 sposa la regista romana Vana Caruso. L’anno successivo partecipa alla Quadriennale di Roma e vince il premio Presidenza del Consiglio.

Nel 1973, mentre è in corso il Festival dei Due Mondi, la città di Spoleto dedica una prima mostra retrospettiva all’opera dell’artista.

La sua seconda grande retrospettiva si tiene nel ‘74 al Palazzo delle Esposizioni di Roma, con più di 300 opere, dal 1945 al 1974.

Nel 1984, a Venezia, partecipa alla Biennale Teatro con le scenografie per la performance Moduli in Viola – Omaggio a Kandinsky (musiche di Luciano Berio, coreografie di Min Tanaka, regia di Vana Caruso).

Nel 1986 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma organizza una grande retrospettiva del suo lavoro.

Nel 1989 la Sperone Gallery di New York tiene una mostra personale del suo lavoro dal titolo Blu oltre.

Nel 1990 si tengono altre importanti mostre del suo lavoro, tra cui la grande retrospettiva al Museo d’Arte Moderna di Ca ’Pesaro di Venezia. Il suo lavoro è esposto per l’ultima volta alla Biennale di Venezia nel 1993, nella sezione Opera Italiana.

Nel 1995, anno della sua morte, le opere di Turcato sono esposte alla mostra La Metamorfosi Italiana 1943-1968, presso il Guggenheim Museum di New York.