Project Description

Gianni Asdrubali

Biografia

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Gianni Asdrubali espone per la prima volta nel 1982 alla Galleria La Salita di Roma, dove terrà poi una personale nel 1985. La prima mostra personale è alla Galleria Artra di Milano nel 1984. In quegli anni conosce il critico Flavio Caroli, con il quale parteciperà a diverse mostre: Anniottanta, Galleria d’Arte Moderna, Bologna, 1985; Nuove geometrie, Rotonda di via Besana, Milano, 1986; Australian Biennale, National Gallery of Victoria, Sydney, 1988; ltalian Contemporary Arts, Taiwan Museum of Art, 1990. Nel 1985 è protagonista del gruppo Astrazione Povera, teorizzato dal critico Filiberto Menna, che darà luogo a una serie di mostre presso la Galleria Marconi di Milano, la Galleria dei Banchi Nuovi a Roma, la Galleria Ghiglione a Genova, la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, La Saler­niana a Erice.

Nel 1986 partecipa alla Qua­driennale di Roma; nel 1988 alla Biennale di Venezia, invitato da Giovanni Caranden­te. Nello stesso anno viene invitato da Veit Loers alla mostra internazionale Schlaf der Vernunft al Museum Fride­ricianum di Kassel con John M. Armleder, Gianni Colombo, Richard Deacon, Gunther Forg, Jeff Koons, Thomas Schutte, Haim Steinbach.

Nel 1989 è invitato da Simo­netta Lux alla mostra Orienta­menti dell’arte italiana a Mosca. Nel 1990 espone a Palazzo Forti a Verona, alla Permanente di Milano, al Kunstmuseum di Darmstadt e al Museu de Arte Moderna di San Paolo del Brasile.

Nel 1992 realizza Tromboloide, opera che viene presentata per la prima volta alla Galleria Il Milione di Milano e che se­gna un momento importante del suo lavoro nella definizione di uno spazio sempre più com­patto e atomico: “un attitudine mentale che esca definitiva­mente dal Novecento e dagli stili. […] Nei Tromboloidi, l’es­senza della loro natura è nella loro non appartenenza agli stili, ai linguaggi, ai concetti” (Lorenzo Mango).

Nel 1996 Asdrubali espone alla Galleria d’Arte Moderna di Spoleto, nella sede di Palazzo Racani Arroni. Sempre in que­gli anni espone in varie sedi italiane ed estere: al Grand Pa­lais di Parigi; alla Rocca Paolina di Perugia con Carlo lnvernizzi, Bruno Ouerci e Nello Sonego; alla Galleria Comunale d Arte Moderna di Roma; al Museum Rabalderhaus di Schwaz; alla Du Mont Kunsthalle di Colonia; alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna; alla Städtische Galerie di Rosenheim; alla Farnesina, Ministero degli Affari Esteri, a Roma; alla Fondazio­ne Bandera per l’Arte di Busto Arsizio; a Palazzo Bricherasio di Torino; a Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma; al MACRO – Museo d’Arte Contempora­nea di Roma; al Forte Belvede­re di Firenze.

Nel 2000 parte­cipa a una mostra alla Galleria lnvernizzi di Milano con Enrico Castellani.

Nel 2001, l’lnstitut Mathildenhöhe di Darmstadt gli dedica un’ampia retrospet­tiva.

Nel 2003 nasce Zamuva, un gruppo di ricerca sorto dalla collaborazione con la progettista Pamela Ferri, fina­lizzato al conseguimento di una nuova spazialità, in cui un ruolo fondamentale è svolto dalla coscienza del vuoto come principio generatore di qualunque azione dotata di senso. Questa spazialità pren­de il nome di Spazio frontale ed è pubblicata nel 2005 da Prearo Editore con un testo cri­tico di Bruno Corà. Tale ricerca viene presentata nell’ambito del Festival della scienza di Ge­nova, all’Auditorium di Roma e al Triennale Design Museum di Milano in occasione del Salone del Mobile.

Nel 2011 Asdrubali viene invita­to alla 54ª Biennale di Venezia partecipa a numerose altre mostre pubbliche e private.

Nel 2013, nella Bottega Gatti di Faenza, una serie di grandi opere in ceramica sono rea­lizzate dall’artista e installate nello spazio espositivo Luigi Ghirlandi.

Nel 2014, alla Biennale d’Ar­te Ceramica Contemporanea (BAC), nelle Scuderie Aldo­brandini di Frascati, sono esposte alcune sue opere in ceramica. Nello stesso anno, a Montelupo Fiorentino, in oc­casione dell’iniziativa Materia prima promossa dal Comune e ideata da Marco Tonelli, una grande opera monumentale in ceramica viene installata sugli argini del fiume Pesa.

Attraver­so la ceramica, Asdrubali com­pie il reale destino delle sue opere. vere e proprie installazioni ambientali che attivano lo spazio esterno in cui sono collocate. Sempre in ceramica è l’opera acquisita dal Museo Interna­zionale della Ceramica (MIC) di Faenza in occasione della Settimana del contemporaneo nell’ottobre 2016. Nello stes­so anno il gallerista Matteo Lampertico dedica una mostra personale ad Asdrubali all’interno dell’Arte Fiera di Bolo­gna con una grande opera di sei metri, inaugurando alcuni mesi dopo, nella sua galleria di Milano, la mostra personale Assolo.

Nel 2018, con il medesimo gal­lerista, Asdrubali viene invitato, presso Palazzo Bevilacqua Ariosti di Bologna, a un evento che lo vede protagonista di un intervento pittorico in cui, attraverso un’azione fulminea, risolve la superficie di circa venti metri quadrati posta sul pavimento di quella suggestiva cornice storica. Nello stesso anno. il Museo Carlo Bilotti, in collaborazione con la galleria Lampertico di Milano e la gal­leria Santo Ficara di Firenze. con il patrocinio del Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali del Comune di Roma, ospitano una ampia retrospet­tiva del lavoro dell’artista. In questa occasione vengono esposte le ultime opere in plexiglas trasparente. Nel 2019 presso la galleria M&F Fine Art di Londra, il lavoro di Asdru­bali viene presentato presso la mostra BLACK & WHITE insieme ad una serie di lavori di artisti internazionali.

Nel 2020, in occasione del cente­nario della nascita di Giovanni Carandente, Palazzo Collicola e il Comune di Spoleto dedi­cano ad Asdrubali una mostra, dal titolo Surfing with the Alien, curata da Marco Tonelli e Bru­no Corà, che ripercorre l’opera dell’artista sin dai suoi esordi.