{"id":3959,"date":"2024-10-31T14:25:46","date_gmt":"2024-10-31T13:25:46","guid":{"rendered":"https:\/\/artemarchetti.it\/icone-oltre-il-pop-franco-angeli-tano-festa-mario-schifano\/"},"modified":"2024-10-31T14:37:48","modified_gmt":"2024-10-31T13:37:48","slug":"icone-oltre-il-pop-franco-angeli-tano-festa-mario-schifano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artemarchetti.it\/en\/icone-oltre-il-pop-franco-angeli-tano-festa-mario-schifano\/","title":{"rendered":"ICONE OLTRE IL POP &#8211; Franco Angeli \/ Tano Festa \/ Mario Schifano"},"content":{"rendered":"<p><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\"><p><strong>1\u00b0 novembre 2024\u00a0\u2013\u00a06 gennaio 2025<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tossicia (Teramo), Museo delle Genti del Gran Sasso<\/strong><\/p><\/h2><\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:5px;margin-bottom:5px;width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:10px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\" style=\"--awb-content-alignment:center;--awb-font-size:22px;--awb-line-height:1.5em;\"><p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 1\u00b0 novembre 2024, <\/strong><strong>dopo anni di ristrutturazioni dovute agli eventi sismici del 2009 e del 2016, il Museo delle Genti del Gran Sasso di Tossicia (Teramo) riapre i battenti della sua prestigiosa sede presso il quattrocentesco Palazzo Marchesale con un nuovo spazio dedicato alle esposizioni d\u2019arte, che sar\u00e0 inaugurato con la mostra <em>ICONE OLTRE IL POP \u2013 Franco Angeli \/ Tano Festa \/ Mario Schifano<\/em>, a cura di Silvia Pegoraro. Trenta opere, fra cui diversi inediti, di artisti considerati rappresentanti di punta della tendenza Pop italiana delineatasi a partire dai primi anni \u201960 e <\/strong><strong>divenuti quasi leggendari nell\u2019immaginario degli studiosi d\u2019arte come in quello dei collezionisti o dei semplici visitatori di mostre<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esposizione, che si potr\u00e0 visitare con ingresso gratuito fino al 6 gennaio 2025 (dal marted\u00ec alla domenica ore 9.30-12.30 e 15.30-18.30), \u00e8 promossa e sostenuta dal GAL Gran Sasso Laga, nell\u2019ambito di un pi\u00f9 ampio progetto di valorizzazione del territorio attraverso la cultura avviato dal suo Presidente, Carlo Matone, in collaborazione con il Comune di Tossicia. L\u2019organizzazione della Mostra \u00e8 affidata all\u2019associazione culturale ArteLive di Teramo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 di Roma ha avuto un ruolo determinante per il rinnovamento artistico postbellico in Italia tra met\u00e0 anni \u201950 e fine anni \u201860. Dopo Burri, Afro, Turcato, all\u2019aurora degli anni \u201960 \u201cuna nuova generazione di pittori romani sta impetuosamente venendo alla ribalta\u201d: una generazione artistica \u201cdi maturazione precoce e con caratteri pi\u00f9 organici e compatti delle due precedenti\u201d, come scrive all\u2019epoca il critico Cesare Vivaldi,\u00a0 soffermandosi in particolare sui nomi di\u00a0 <strong>Franco Angeli<\/strong>,<strong> Tano Festa <\/strong>e<strong> Mario Schifano<\/strong>: essi formano un \u201cmovimento\u201d, grazie alla comune modalit\u00e0,\u00a0 \u201cmediata\u201d\u00a0 ma non \u201cindiretta\u201d, di rivolgersi alle apparenze del mondo. Si tratta di tre personalit\u00e0 estremamente marcate e autonome nelle loro intuizioni, che svilupperanno, nei decenni, una ricerca connotata da forti tratti di individualit\u00e0 e originalit\u00e0, come vuole mettere in evidenza il percorso della mostra attraverso opere datate dagli anni \u201960 agli anni \u201880-\u201890. Personalit\u00e0 artistiche, tuttavia, accomunate da un\u2019unica energia rivoluzionaria, che rende Angeli, Festa e Schifano indimenticabili sperimentatori nel panorama artistico internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi tre artisti caratterizzano nel modo pi\u00f9 incisivo la cosiddetta \u201cScuola di Piazza del Popolo\u201d, spesso fatta coincidere con la \u201cPop Art italiana\u201d, o con il suo settore maggioritario. Tuttavia, se \u00e8 vero che la Pop Art si era imposta anche in Italia a seguito della Biennale di Venezia del 1964, questi artisti, pur avendo guardato con grande attenzione alle coeve esperienze d\u2019oltreoceano, hanno sempre dimostrato una loro spiccata originalit\u00e0 per temi, posizioni ideologiche e abilit\u00e0 tecnica. Il loro sguardo \u201cpop\u201d \u00e8 oggettivo e insieme antinaturalistico, nitido e senza sbavature sentimentali, eppure non di rado intensamente lirico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle loro opere \u2013 come questa mostra cerca di dimostrare &#8211; \u00a0alla consapevolezza degli stereotipi visivi legati alla civilt\u00e0 dei consumi si sovrappone il senso di una tradizione millenaria, piena di chiaroscuri e sfumature. Al posto del presente assoluto quanto effimero di un\u2019estetica totalmente basata sulla riproducibilit\u00e0 tecnica, si avverte un passato profondo, carico di memorie, individuali e collettive. Una \u201cmaniera\u201d, dunque, tutta europea e italiana, lontana dalle tecniche prettamente industriali utilizzate dalla Pop americana, e fondata su complesse stratificazioni culturali. Decisa, soprattutto \u2013 come sottolinea la curatrice &#8211; \u00a0a non rinunciare alla manualit\u00e0 della pittura, intesa come amalgama di sensuale fantasia e di rigore, mosaico di richiami culturali e immediatezza espressiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano filtrano i dati ottici della scena urbana attraverso la lente di un\u2019antica tradizione culturale &#8211; quella italiana &#8211; che trasforma la violenza e l\u2019aridit\u00e0 di questi dati (esaltata, invece, nel Pop americano) in qualche cosa d\u2019altro, di intenso e misterioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto espositivo nasce da un\u2019idea del presidente del GAL- Gran Sasso Laga, Carlo Matone, di concerto con l\u2019Amministrazione comunale di Tossicia. Il GAL (Gruppo d\u2019azione locale) \u00e8 un organo promosso dall&#8217;Unione Europea per sviluppare piani e programmi di interventi dedicati al miglioramento socio-economico delle comunit\u00e0 rurali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evento culturale rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 per valorizzare e comunicare la bellezza e la ricchezza del territorio della Valle Siciliana &#8211; ai piedi del Gran Sasso d\u2019Italia &#8211; di Tossicia e del suo Museo, che nella sua sede di Palazzo Marchesale racchiude otto secoli di storia, e per il quale la mostra \u00e8 stata specificamente progettata. \u201cI territori rurali e montani dell\u2019Abruzzo, e pi\u00f9 in particolare quelli della provincia di Teramo &#8211; come afferma Carlo Matone &#8211; sono ricchi di attrattive naturali e culturali in senso lato, storico-artistiche, etnografiche, che \u00e8 giusto e opportuno preservare, proteggere e promuovere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Progettare eventi culturali per rilanciare il territorio vuol dire anche far s\u00ec che le persone possano scoprirlo e viverlo, magari portando alla luce- e cos\u00ec promuovendo anche dal punto di vista economico &#8211; elementi e risorse non sempre molto noti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il caso, appunto, del suggestivo Museo Delle Genti del Gran Sasso di Tossicia, nella prestigiosa sede del quattrocentesco\u00a0Palazzo Marchesale, che ospita anche un\u2019esposizione permanente di opere della straordinaria pittrice autodidatta, originaria del luogo, Annunziata Scipione (1928-2018), ammirata da Cesare Zavattini.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:15px;margin-bottom:15px;width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h5 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><h4>Mostra: <em>\u00a0<\/em>ICONE OLTRE IL POP \u2013 Franco Angeli \/ Tano\u00a0 Festa \/ Mario Schifano<\/h4>\n<h4>A cura di: Silvia Pegoraro<\/h4>\n<p><strong>Sede:<\/strong> <em>\u00a0<\/em>Museo delle Genti del Gran Sasso \u2013 Palazzo Marchesale, Tossicia<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione:<\/strong> Venerd\u00ec 1\u00b0 novembre 2024, ore 16.00<\/p>\n<p><strong>Periodo espositivo:<\/strong> 1\u00b0 novembre 2024\u00a0 &#8211; 6 gennaio 2025<\/p>\n<p><strong>Ingresso:<\/strong> libero<\/p>\n<p><strong>Orari:<\/strong> dal marted\u00ec alla domenica ore 9.30-12.30 e 15.30-18.30 \u2013 luned\u00ec chiuso<\/p>\n<p><strong>Informazioni:<\/strong> <a href=\"https:\/\/galgransassolaga.it\/\">https:\/\/galgransassolaga.it\/<\/a> ; <a href=\"https:\/\/www.comune.tossicia.te.it\/\">https:\/\/www.comune.tossicia.te.it\/<\/a>;<\/p>\n<p><strong>Pagine Facebook e Instagram:<\/strong> @galgransassolaga<\/p><\/h5><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><h3><strong>NOTE BIOGRAFICHE<\/strong><\/h3>\n<h4><strong>FRANCO ANGELI<\/strong><\/h4>\n<p><strong>(Roma, 1935-1988)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Angeli,\u00a0 noto in arte come Franco Angeli, nasce a Roma, nel quartiere San Lorenzo,\u00a0da una famiglia\u00a0 del popolo di solida tradizione antifascista e socialista. Comincia a dedicarsi ai primi esperimenti artistici da autodidatta, tra il \u201955 e il \u201957. Frequenta lo studio dello scultore Edgardo Mannucci, dove vede lavori di Burri che influenzano fortemente la prima fase della sua poetica, di natura astratto-informale e materica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1955 conosce Tano Festa e Mario Schifano, con i quali fa parte a pieno titolo di quella che verr\u00e0 definita\u00a0 la \u201cScuola di Piazza del Popolo\u201d. Nel 1960, alla Galleria La Salita, tiene la sua prima personale, presentata da Cesare Vivaldi. All\u2019inizio degli anni \u201960, la sua poetica si muove verso la figurazione:\u00a0 icone e frammenti di simbologia storica e collettiva, simboli culturali e ideologici come croci, falci e martello o svastiche, che, decontestualizzati, acquisiscono un fortissimo potenziale critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nascono le lupe capitoline, le aquile americane e romane, emblemi di potere la cui violenza di impatto \u00e8 filtrata da una sorta di velo che immerge le immagini in una dimensione di misteriosa oscurit\u00e0. Queste immagini, in apparente consonanza con le trionfanti tendenze pop, consacrano Angeli sulla scena internazionale dell\u2019arte,\u00a0 dominate dalle iconografie del pop statunitense, nel frattempo esplose alla Biennale di Venezia del 1964, ma in realt\u00e0 se ne distanziano profondamente. Lo stesso Angeli partecipa alla Biennale del trionfo pop.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni \u201870 sono per Angeli anni di grande impegno politico e ideologico, durante i quali l\u2019artista si batte anche contro la guerra del Vietnam. Nel 1978 partecipa alla Biennale di Venezia. Negli anni \u201880 si va approfondendo la natura\u00a0 neo-metafisica della sua\u00a0 ricerca visiva di Angeli, mentre le sue opere svelano anche lo studio e l\u2019influenza di Sironi, Scipione, Mafai.<\/p>\n<h4><strong>TANO FESTA<\/strong><\/h4>\n<p><strong>(Roma, 1938-1988)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce a Roma il 2 novembre 1938. Nel 1957 si diploma all\u2019Istituto d&#8217;Arte nella sezione di Fotografia artistica. Nel 1959 espone per la prima volta, con Franco Angeli e Giuseppe Uncini, alla Galleria La Salita di Roma dove , nel 1961, tiene anche la sua prima personale. La sua iniziale produzione pittorica si muove all&#8217;interno della rappresentazione geometrica monocroma, in carta su tela, che assume sempre maggior forza espressiva: infatti Festa si interessa di rielaborare gli oggetti, estrapolati dalla loro quotidianit\u00e0, e quindi percepiti nella loro essenza: persiane, porte, finestre, armadi e specchi che non svolgono pi\u00f9 la loro funzione di oggetti ma, in quanto dipinti, sono pittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1963 la Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis si trasferisce a piazza del Popolo e organizza la mostra <em>13 artisti a Roma<\/em>: quegli stessi artisti che diedero vita alla cosiddetta\u00a0 \u201cScuola di piazza del Popolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come un artista \u201cpopolare\u201d (cos\u00ec egli definiva la sua attivit\u00e0 in quegli anni), Festa dirige ora la sua ricerca verso l&#8217;analisi della tradizione artistica italiana del Rinascimento, citando\u00a0 Michelangelo. A met\u00e0 degli anni \u201860 lavora infatti a grandi pannelli dove appaiono, seguendo la tecnica fotografica, stralci dagli affreschi della Cappella Sistina e dalle Tombe Medicee, realizzati con pittura a smalto su tela emulsionata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1966 viene invitato ad una importante mostra a Milano, dedicata al cinquantenario del Dadaismo. Qui conosce artisti come Arp e Man Ray. Tramuta i suoi oggetti dipinti in pittura di oggetti, e continua a lavorare sulla fotografia.\u00a0 Nel corso degli anni \u201870 viene quasi dimenticato dai critici e dai galleristi, bench\u00e9 sia sempre presente nelle manifestazioni artistiche di rilievo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni \u201880, dopo un lungo periodo di isolamento, riesce a trovare nuovi impulsi creativi. Realizza la serie <em>Coriandoli<\/em>, enormi tele dove coloratissimi frammenti cartacei sono gettati su ricche stesure di materia pittorica. Riscopre, inoltre, una nuova figurazione, espressa nel segno e nel gesto duro e tagliente. Il suo lavoro \u00e8 legato, in questi ultimi anni, all&#8217;espressionismo, riletto e adattato alla sua personalit\u00e0, di artisti come M\u00fcnch, Ensor, Matisse, Bacon. La critica, attratta da questa rinnovata creativit\u00e0, si interessa di nuovo al suo lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1980 \u00e8 infatti invitato alla XL Biennale di Venezia, e nel 1982 \u00e8 presente alla mostra <em>Artisti italiani contemporanei 1950-1983<\/em>, nella stessa citt\u00e0. Diverse sono le mostre personali che vengono allestite in questi anni. Dopo una lunga malattia, Tano Festa muore a Roma il 9 gennaio 1988.<\/p>\n<h4><strong>MARIO SCHIFANO<\/strong><\/h4>\n<p><strong> (Homs, Libia, 1934 \u2013 Roma, 1998)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato in Libia da famiglia italiana, s\u2019avvicina giovanissimo al mondo dell\u2019arte, lavorando con il padre, archeologo e restauratore presso il Museo Etrusco di Valle Giulia, a Roma. I primi lavori sono quadri informali che espone nella prima personale, alla galleria Appia Antica di Roma, nel 1959.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1960 espone con Lo Savio, Angeli, Festa ed Uncini alla galleria La Salita di Roma: ormai abbandonata l\u2019esperienza informale, presenta grandi tele monocrome, che diventeranno gli schermi su cui poi appariranno frammenti, indizi della nuova civilt\u00e0 del consumi, come i celeberrimi marchi della Esso e della Coca-Cola. Nel 1961 vince il Premio Lissone e tiene una personale alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno dopo \u00e8 a New York, dove conosce gli artisti della Pop Art ed espone alla Sidney Janis Gallery. Nel 1964 viene invitato a partecipare alla Biennale di Venezia. Nel 1965-66 lavora al ciclo di opere dedicate al Futurismo (<em>Il Futurismo rivisitato<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni successivi, il suo lavoro si orienta prevalentemente sulla fotografia, il <em>videotape, <\/em>il cinema. Nel 1971 realizza un film documentario dal titolo <em>Umano non umano<\/em>, il quale vanta la presenza di diverse figure di spicco, tra cui Carmelo Bene, Mick Jagger, Alberto Moravia, Sandro Penna, Keith Richards. Appassionato studioso di nuove tecniche, \u00e8 tra i primi a usare il computer per creare opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legame con l\u2019immagine televisiva si fa, dalla fine degli anni \u201960, sempre pi\u00f9 forte: Schifano lavora proiettando dei fermo-immagine direttamente su tela emulsionata, ed intervenendo con tocchi di colore. Tuttavia, negli anni \u201980 e \u201990 si assister\u00e0 nel suo lavoro anche a una gloriosa rinascita della pittura \u201cpura\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le mostre pi\u00f9 importanti: Biennale di Venezia, edizioni del 1978, 1982 ,1984; Centre Pompidou di Parigi, 1981; <em>Arte Italiana del XX secolo (<\/em>Londra<em>, <\/em>Royal Academy, 1989) ; <em>The Italian Metamorphosis <\/em>(New York, Guggenheim Museum, 1994).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la sua scomparsa, nel 2001 la Galleria Comunale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma gli dedica una mostra antologica. Nel 2008 ha luogo una grande retrospettiva presso la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column fusion-flex-align-self-flex-start fusion-column-no-min-height\" 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