{"id":3916,"date":"2024-03-13T15:05:29","date_gmt":"2024-03-13T14:05:29","guid":{"rendered":"https:\/\/artemarchetti.it\/luigi-boille-la-pittura-piu-pura-possibile-opere-1952-2012\/"},"modified":"2024-03-13T15:05:30","modified_gmt":"2024-03-13T14:05:30","slug":"luigi-boille-la-pittura-piu-pura-possibile-opere-1952-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artemarchetti.it\/en\/luigi-boille-la-pittura-piu-pura-possibile-opere-1952-2012\/","title":{"rendered":"LUIGI BOILLE &#8211; \u201cLa pittura pi\u00f9 pura possibile\u201d Opere 1952-2012"},"content":{"rendered":"<p><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">12 aprile \u2013 19 maggio 2012<\/h2><\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:5px;margin-bottom:5px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><p style=\"text-align: justify;\">La Galleria d\u2019Arte Marchetti di Roma inaugura gioved\u00ec 12 aprile 2012 una mostra di Luigi Boille, uno dei maestri storici della pittura astratto-informale europea, il cui lavoro la galleria segue da anni: un essenziale percorso antologico &#8211; dal 1952 ad oggi &#8211; attraverso 60 anni di ricerca pittorica sempre originale e stimolante, ma anche fedele a una cifra stilistica ben precisa ed inconfondibile.<br \/>\nCome scriveva Giulio Carlo Argan, nel 1973: \u201cBoille, sapendo che la pittura \u00e8 in crisi, si ostina a fare soltanto pittura, la pittura pi\u00f9 pura possibile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della mostra verr\u00e0 presentata una monografia (a cura di Silvia Pegoraro, coordinamento e apparati di Nicole Calendreau Boille) che documenter\u00e0 tutto il percorso artistico di Boille, attraverso una sessantina di opere fra le pi\u00f9 significative. Oltre il testo della curatrice, la pubblicazione (bilingue italiano\/inglese) conterr\u00e0 un\u2019antologia critica con testi di Giulio Carlo Argan, Guido Ballo, Enrico Crispolti, Tullio De Mauro, Flaminio Gualdoni, Murilo Mendes, Filiberto Menna, Pierre Restany, Michel Tapi\u00e9, Cesare Vivaldi .<\/p><\/h4><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:10px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\" style=\"--awb-content-alignment:center;--awb-font-size:22px;--awb-line-height:1.5em;\"><p style=\"text-align: justify;\">La mostra alla Galleria Marchetti traccia un percorso essenziale e significativo nel lavoro di Luigi Boille: una scelta di opere che scandiscono le tappe della sua avventura creativa dal 1952 &#8211; in pieno periodo informale &#8211; fino alla pi\u00f9 recente fase espressiva, ancora in progress, e ben rappresentano le variazioni stilistiche del lavoro del maestro, che si muove dall\u2019informale verso una poetica sempre pi\u00f9 personale, in cui il caos delle pulsioni espressive va sempre pi\u00f9 strutturandosi in armoniose composizioni spaziali. La monografia che accompagna la mostra rende conto di tutto questo percorso attraverso una sessantina di opere rappresentative di questo intero percorso artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1964, si tenne a New York un\u2019importante rassegna artistica internazionale, il Guggenheim International Award.<br \/>\nA rappresentare l\u2019Italia c\u2019erano quattro artisti: Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani e Luigi Boille, giovane artista di origine friulana che risiedeva gi\u00e0 dal 1950 a Parigi, dove si era avvicinato alla Jeune Ecole de Paris, e dove aveva trovato il successo.<br \/>\nA tutt\u2019oggi la sua fama \u00e8 assai pi\u00f9 consolidata in Europa e nel mondo che in Italia, nonostante l\u2019eccezionale qualit\u00e0 del suo lavoro e la sua inconfondibile cifra stilistica lo pongano al livello dei maggiori maestri italiani del secondo Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Boille raggiunge gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni \u201950 una maturit\u00e0 creativa che lo porta a realizzare un\u2019espressione pittorica nella quale \u00e8 possibile ravvisare una delle pi\u00f9 valide, stimolanti e originali manifestazioni dell\u2019Informale. Forse perch\u00e9, come scrive il grande critico francese Pierre Restany nel 1959 , \u201cA differenza di coloro che traggono soddisfazione da certezze momentanee, egli non \u00e8 mai rassicurato dalla sua pittura. Essa lo inquieta, lo angoscia, lo fa disperare.<br \/>\nEgli cerca attraverso ciascuna tela i possibili passaggi, gli sbocchi verso nuove situazioni.\u201d Una frase che pu\u00f2 essere eletta a emblema di tutto il percorso artistico di Boille, sino ad oggi: una ricerca instancabile, mossa da inesauribile curiosit\u00e0 e suggestione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo colp\u00ec immediatamente anche un altro celebre critico, Michel Tapi\u00e9, leggendario teorico dell\u2019Informale come \u201cArt autre\u201d, che lo inser\u00ec nel gruppo dei suoi artisti prediletti, e paragon\u00f2 il suo lavoro a quello di grandi espressionisti astratti americani quali Mark Tobey e Clifford Still.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri grandi critici, fra i pi\u00f9 influenti della storia dell\u2019arte del Novecento, hanno nel tempo sostenuto e amato Luigi Boille (come risulta ben evidente anche dall\u2019antologia critica presente nella monografia che accompagna la mostra): Lionello Venturi, Guido Ballo, Cesare Vivaldi, Filiberto Menna, Giulio Carlo Argan\u2026 Proprio a quest\u2019ultimo si deve un\u2019altra affermazione-chiave per intendere l\u2019opera del maestro friulano: \u201cBoille, sapendo che la pittura \u00e8 in crisi, si ostina a fare soltanto pittura, la pittura pi\u00f9 pura possibile\u201d (G.C. Argan, 1973).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pittura pura, pittura assoluta, quella di Boille, che sin dai suoi esordi, fino alle pi\u00f9 attuali ricerche, si snoda in un labirinto infinito di colore e di luce, metafora del pulsare stesso dell\u2019esistenza negli abissi del cosmo. Pittura ricca di \u201celementi barocchi\u201d (Tapi\u00e9), anche se nel lavoro di Boille il dinamismo e l\u2019\u201dirrazionalismo\u201d riconducibili al barocco saranno sempre equilibrati da un senso \u201cclassico\u201d di armonia e di nitore formale. Un lavoro sempre serrato e rigoroso, il suo, sia pure sempre aperto alle infinite suggestioni dell\u2019immaginario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lavoro che si caratterizza per l\u2019evoluzione verso una sintesi sempre pi\u00f9 perfetta tra segno, gesto e colore, tra pensiero ed emozionalit\u00e0. Da quelle che Restany definisce le \u201chautes p\u00e2tes\u201d informali di Boille (anni \u201950), dalla disseminazione della materia-colore e dei segni, o dal loro assemblarsi fittamente nello spazio, in una sorta di horror vacui (anni \u201960 -\u201970), Boille si \u00e8 mosso sempre di pi\u00f9 verso la rarefazione, il libero fluttuare del segno nel colore, o nel bianco, o nel nero, senza tuttavia perdere mai la sua straordinaria ricchezza pittorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il segno, in Luigi Boille, \u00e8 l\u2019elemento di coesione tra pensiero e gesto, tra spazio e colore, e attraverso l\u2019interazione di tutte queste componenti l\u2019artista difende il ruolo centrale ed essenziale del linguaggio della pittura, come scriveva Argan nel 1973: il segno di Boille \u201csvolgendosi e modulandosi come pura frase pittorica, realizza e comunica uno stato dell&#8217;essere, di immunit\u00e0 o distacco o contemplazione\u201d, riuscendo davvero a realizzare quella \u201criconciliazione dell\u2019intelligenza con il puro istinto\u201d prefigurata da Restany nel \u201958. La stessa che percepiamo anche nelle opere pi\u00f9 recenti, come il Dittico-Zen del 2011, presentato al Padiglione Italia della LIV Biennale di Venezia, dove l\u2019artista \u00e8 tornato dopo molti anni: aveva gi\u00e0 partecipato all\u2019edizione del 1966, con splendide opere presentate da Cesare Vivaldi e dal poeta Murilo Mendes.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tullio De Mauro, il grande linguista che lo presenta nel catalogo di quest\u2019ultima edizione della Biennale, traccia sinteticamente un affascinante profilo della ricerca di Boille: una \u201cricerca continua di risultati che a me paiono suggestive e splendenti testimonianze della sua vivida capacit\u00e0 di catturare nel segno pittorico l\u2019emergere di luce, \u2018fiocchi di luce\u2019, dal buio del cosmo\u201d. Definizione tanto acuta quanto poetica, che rinvia dunque anche al Boille amante della poesia e dei poeti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poeti come Ezra Pound, con cui collabor\u00f2 alla realizzazione di un libro d\u2019artista con sette poesie di Pound e sette litografie di Boille (Omaggio a Ezra Pound, Rapallo, 1971).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poeti come Ren\u00e9 Char: in due suoi versi &#8211; ci ricorda De Mauro &#8211; Boille ha riconosciuto il senso di tutta la sua pittura: \u201cSi nous habitons un \u00e9clair, \/ il est le coeur de l\u2019\u00e9ternel\u201d.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:15px;margin-bottom:15px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">NOTA BIOGRAFICA<\/h4><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p>Nato a Pordenone nel 1926, Luigi Boille si diploma all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma nel \u201949. L\u2019anno successivo si laurea in architettura, e subito dopo si trasferisce a Parigi, dove si stabilisce. Gi\u00e0 nel \u201953 la sua pittura rivela una matura e originale assimilazione dell\u2019Informale, e ci\u00f2 lo avvicina al gruppo della Jeune Ecole de Paris, con cui espone in numerose collettive.<\/p>\n<p>Conosce il grande critico francese Michel Tapi\u00e9, che lo inserisce nella sue ricerche sull\u2019\u201dArt autre\u201d e coglie nella sua pittura \u201celementi barocchi\u201d, anche se nel lavoro di Boille il dinamismo e l\u2019\u201dirrazionalismo\u201d riconducibile al barocco saranno sempre equilibrati da un senso \u201cclassico\u201d di misura e di rigore formale.<\/p>\n<p>Nel 1964 Luigi Boille rappresenta l\u2019Italia insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana al Guggenheim International Award di New York. Nel \u201965, rientrato temporaneamente in Italia, a Roma partecipa alla Quadriennale, e l\u2019anno dopo \u00e8 invitato alla Biennale di Venezia, dove \u00e8 recentemente tornato, partecipando alla LIV Edizione (2011).<\/p>\n<p>Per quindici anni \u00e8 stato in rapporti contrattuali con la Galleria Stadler di Parigi (una fra le pi\u00f9 importanti al mondo), dove ha tenuto diverse mostre. Importante anche il rapporto con la storica Galleria del Naviglio di Milano e con il suo fondatore e titolare, Carlo Cardazzo.<\/p>\n<p>Ininterrotto \u00e8 l\u2019itinerario delle sue mostre personali e collettive. Tra le pi\u00f9 importanti, le personali alla Galleria del Naviglio (Milano) e alla Galleria Qui Arte Contemporanea (Roma), nel 1974, a Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1984), alla Galleria Giulia di Roma (1986), alla Galleria Roubaud (1991) e all\u2019Istituto Italiano di Cultura a Monaco di Baviera (1992), alla Galleria L\u2019Isola (Roma) nel 1993, allo Studio Simonis e alla Galleria Stadler (Parigi) nel 1997; le collettive Informale in Italia, alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Bologna (1983) , Geografie oltre l\u2019Informale alla Permanente di Milano (1987), Tapi\u00e9 et l\u2019art informel , alla Galerie 16 di Parigi (1989).<\/p>\n<p>Prima di questa, la Galleria Marchetti di Roma gli ha dedicato altre cinque mostre personali, tra il 1999 e il 2009.<br \/>\nOpere di Boille sono presenti nelle maggiori collezioni e musei del mondo.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column 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pittura pi\u00f9 pura possibile\u201d \u2013 Opere 1952-2012<br \/>\n<strong>A cura di:<\/strong> Silvia Pegoraro<br \/>\n<strong>Sede: <\/strong>Galleria d\u2019Arte Marchetti<br \/>\n<strong>Indirizzo:<\/strong> Via Margutta 18\/ A &#8211; 00187 Roma<br \/>\n<strong>Inaugurazione:<\/strong> gioved\u00ec 12 aprile 2012, ore 18.30<br \/>\n<strong>Periodo espositivo:<\/strong> 12 aprile 2012 \u2013 19 maggio 2012<br \/>\n<strong>Ingresso:<\/strong> libero<br \/>\n<strong>Orari:<\/strong> LU 16.00-19.30 ; MAR-SA 10.30-13.00 \/ 16.30-19.30 (chiuso i giorni festivi)<br \/>\n<strong>Informazioni:<\/strong> tel\/fax 06 3204863 \u2013 www.artemarchetti.it ; info@artemarchetti.it<br \/>\n<strong>Catalogo:<\/strong> in galleria, monografia Edizioni Grafiche Turato, a cura di Silvia Pegoraro, coordinamento e apparati di Nicole Calendreau.Boille.<\/h5><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container 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