{"id":3909,"date":"2024-03-13T15:04:31","date_gmt":"2024-03-13T14:04:31","guid":{"rendered":"https:\/\/artemarchetti.it\/mino-maccari-lironia-visionaria-di-un-insidioso-pennello\/"},"modified":"2024-03-13T15:04:32","modified_gmt":"2024-03-13T14:04:32","slug":"mino-maccari-lironia-visionaria-di-un-insidioso-pennello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artemarchetti.it\/en\/mino-maccari-lironia-visionaria-di-un-insidioso-pennello\/","title":{"rendered":"MINO MACCARI &#8211; L\u2019ironia visionaria di un \u201cinsidioso pennello\u201d"},"content":{"rendered":"<p><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">10 aprile \u2013 31 maggio 2014<\/h2><\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:5px;margin-bottom:5px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">Gioved\u00ec 10 aprile 2014 alle ore 18.30, presso la sede della Galleria Marchetti di Roma, Via Margutta 8, verr\u00e0 inaugurata la mostra MINO MACCARI &#8211; L\u2019IRONIA VISIONARIA DI UN \u201cINSIDIOSO PENNELLO\u201d , aperta fino al 31 maggio 2014, realizzata con la collaborazione dell\u2019Archivio Mino Maccari.<br \/>\nL&#8217;esposizione &#8211; a 25 anni dalla morte dell&#8217;artista \u2013 mette in evidenza, attraverso una trentina di dipinti &#8211; dal 1954 al 1984 \u2013 l\u2019ironia visionaria e la verve fantastica proprie del \u201crealismo espressionista\u201d della pittura di Maccari, meno conosciuta rispetto alla sua produzione grafica.<br \/>\nNel catalogo, edito da Grafiche Turato Edizioni, a cura di Silvia Pegoraro, oltre al testo introduttivo della curatrice, scritti di Lorenza Trucchi e di Andrea Tugnoli.<\/h4><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:10px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\" style=\"--awb-content-alignment:center;--awb-font-size:22px;--awb-line-height:1.5em;\"><p style=\"text-align: justify;\">Il giudizio sull\u2019opera pittorica e grafica di Mino Maccari \u00e8 in genere legato, dato il suo peso di scrittore e polemista, a quello sulla sua personalit\u00e0 letteraria. In effetti gli spiriti della rivista \u201cIl Selvaggio\u201d (da lui diretta dal \u201926 al \u201943), confluiti nel movimento \u201cStrapaese\u201d \u2013 che fa del regionalismo e del provincialismo un\u2019arma contro l\u2019esterofilia e soprattutto contro l\u2019accademismo &#8211; passano senz\u2019altro nella sua ricerca artistica. In realt\u00e0 la cultura di Maccari \u00e8 profondamente europea: non \u00e8 un caso che nella piccola Galleria del Selvaggio, aperta a Firenze nel 1927, oltre agli artisti che gravitano attorno al giornale (Soffici, Morandi, Rosai, Bartolini ecc.), Maccari faccia esporre le opere di molti artisti stranieri con cui dialoga e dialogher\u00e0 in vario modo: da Goya a Ensor, da Grosz a Kokoschka.<br \/>\nLa sua personalit\u00e0 \u201cletteraria\u201d, legata all\u2019espressione e alla comunicazione verbale, \u00e8 dunque profondamente immersa nella grande arte visiva occidentale, e questa considerazione allontana il rischio di essere portati a sottovalutare l\u2019autorit\u00e0 e l\u2019autonomia estetica di una pittura che vive assolutamente di luce propria, sia per l\u2019originalit\u00e0 della concezione che per la sapienza tecnica, e che \u00e8 fatta di ironia spumeggiante e di un profluvio di segni caricaturali, ma anche di poesia lirica e malinconica, di incantato abbandono, di visioni fantastiche e di atmosfere surreali, come dimostrano alcune opere esposte alla Galleria Marchetti di Roma a 25 anni dalla morte dell\u2019artista (1989-2014): si veda la trasposizione ludica e fiabesca del tema &#8220;militarista&#8221; della parata in quel mirabolante gioco d&#8217;artificio cromatico che \u00e8 appunto La parata (1959) o lo splendido Cinque figure, degli anni &#8217;60, capolavoro plastico e coloristico, dalle tonalit\u00e0 ardenti e grevi.<br \/>\nSe, da una parte, s\u2019interroga continuamente sulla funzione dell&#8217;intellettuale e intende l&#8217;arte anche come mezzo di civile intervento, di riflessione e di presa di coscienza, e dunque il suo impulso creativo tende a configurarsi come impulso a \u201cfissare\u201d una realt\u00e0 di pensiero, dall&#8217;altra si percepisce in lui una gioia quasi fisica di vivere questo impulso come immersione nella danza metamorfica e dissolvente delle forme. Maccari \u00e8 infatti ci\u00f2 che Baudelaire avrebbe definito \u201cun grand coloriste\u201d: il suo colore va verso una febbrile intensit\u00e0, una potente suggestione onirica; le figure emergono da una costellazione di pure note timbriche, che vibrano in armonia o in dissonanza, sino ai lavori degli anni pi\u00f9 recenti, in cui la resa cromatica della luce in rapporto ai volumi delle figure \u00e8 il prodotto di un\u2019originale simbiosi tra \u201cempatia\u201d e \u201castrazione\u201d.<br \/>\nFederico Zeri, che attribuisce a Maccari un\u2019\u201ceccezionale lucidit\u00e0 d\u2019occhio e di mano\u201d, e parla di straordinaria \u201cacutezza mentale e percettiva di questo inesauribile esploratore visivo\u201d, afferma per\u00f2 che \u201cla sua pittura resta in sottordine rispetto all\u2019incessante, perenne stimolo che agita e sorregge la sua produzione disegnativa\u201d. Maccari applica in realt\u00e0 alla pittura l\u2019immediatezza della realt\u00e0 schizzata nel disegno: essa manifesta, e letteralmente sprizza da ogni pennellata, la forza espressiva e comunicativa, la pregnanza, la chiarezza tipica del suo talento di disegnatore, eppure, nello stesso tempo, va molto aldil\u00e0, per inoltrarsi in territori pi\u00f9 vasti e complessi.<br \/>\nIl pittore toscano sembra potersi inscrivere nel novero di quei \u201crealisti visionari\u201d che, come scrive Henri Focillon nella sua Estetica dei visionari, formano un ordine a parte, e le cui opere introducono nella nostra concezione dell\u2019universo qualcosa d\u2019improvviso e di vago, d\u2019inquietante e d\u2019 indefinibile.<br \/>\nIl problema del realismo si presenta al pittore tra il \u201919 e il \u201926, con la scoperta del paesaggio toscano filtrato dalle reminescenze dei Macchiaioli, della natura morta e degli interni con figure tra C\u00e9zanne e Soffici, e si ripropone via via, negli anni, ad esempio in un tema legato alla mimesis e tradizionalmente \u201cconcorrenziale\u201d alla fotografia come quello del ritratto, che dar\u00e0 alla pittura di Maccari frutti pregevolissimi: si pensi ai numerosi autoritratti (come l\u2019Autoritratto con profilo di donna o l\u2019Autoritratto con bicchiere, entrambi del \u201976), o ai ritratti dei contemporanei Vitaliano Brancati, Libero De Libero, Ottone Rosai, fino a quello &#8211; presente in questa mostra &#8211; di uno dei suoi amici pi\u00f9 cari, che \u00e8 anche uno dei suoi pochissimi veri consanguinei morali e intellettuali, ovvero il brillante, sottile, tenero, cinico Ennio Flaiano (1965-70).<br \/>\nSi pensi, ancora, al ritratto di Erich Von Stroheim, vero mito, per Maccari, di cui l\u2019artista fa un\u2019icona ricorrente, quasi un simbolo misterioso, quasi un logo concettuale della sua pittura , e che si ripresenta, in questa mostra, inserito nell\u2019opera Due coppie (1965-70).<br \/>\nL\u2019importanza della drammaturgia musicale, del teatro e del cinema per Maccari \u00e8 giustamente stata messa in luce in un bel saggio del \u201993 di Lorenza Trucchi (qui riprodotto in catalogo) che definisce l\u2019artista un \u201cvirtuoso della messa in scena\u201d, impegnato a regalarci un mirabolante \u201cspettacolo multimediale in cui alle risorse specifiche del linguaggio artistico si aggiungono quelle dello spettacolo cinematografico\u201d.<br \/>\nQualcuno ha affermato che la scenografia teatrale rappresenta quasi un&#8217;antologia della pittura di Maccari. Infatti, negli splendidi bozzetti per la scenografia del Falstaff di Verdi realizzati nel 1970 per il Maggio Musicale fiorentino (uno dei quali, di sognante e magica eleganza, \u00e8 presente in questa mostra), come in quelli precedentemente realizzati per Il Naso di \u0160ostakovi\u010d (1964), si nota l&#8217;esigenza di una continua \u201cfrantumazione\u201d dello spazio scenico in senso pittorico. Una delle caratteristiche pi\u00f9 evidenti della pittura di Maccari \u00e8 la ciclicit\u00e0: il ricorrere, in infinite varianti, di temi e figure, di tipologie fisiche e fisiognomiche, di schemi spaziali e strutturali: ad esempio lo schema di coppia uomo\/donna, spesso raddoppiato o moltiplicato (si vedano qui, ad esempio, oltre al gi\u00e0 citato Due coppie del \u201965-70, Arlecchino del \u201964, Omicidio del \u201965 o Coppie in campagna del \u201968, fino a La cameriera del 1984).<br \/>\nQuesta ciclicit\u00e0 consente di affrontare il soggetto scelto secondo pi\u00f9 punti di vista, individuandone ogni possibile sfumatura. Ci\u00f2 che sembra interessare Maccari \u00e8 la molteplicit\u00e0 delle possibilit\u00e0 di relazione del soggetto stesso, in cui l\u2019artista mira a cogliere le mutazioni pi\u00f9 intime e insieme pi\u00f9 concrete di un racconto.<br \/>\nA novant\u2019anni, l\u2019artista rivel\u00f2 che i suoi veri maestri erano stati Gargantua e Pantagruel, e dunque il loro creatore, il narratore francese del \u2018500 Fran\u00e7ois Rabelais (1494-1553), sulle tracce del quale Maccari sembra creare una sorta di realismo grottesco, sagace e vitalistico, radicale e terragno, che contempla anche \u201cl\u2019eccezionale predominanza del principio materiale e corporeo\u201d (Bachtin) propria della cultura popolare: cos\u00ec il corpo rappresenta per lui, nella sua topografia fisica e simbolica e nei suoi processi di trasformazione, l\u2019espressione stessa delle mappe biologiche e culturali della vita.<br \/>\nIn questo senso la figura pi\u00f9 ricorrente nella pittura di Maccari \u00e8 anche la vera chiave di lettura della sua poetica: la figura femminile, ambigua e seducente, semplice e inesauribilmente vitale, che fronteggia eserciti di soldati e di capitani d\u2019industria, di uomini di potere e di portaborse, di vecchi satiri azzimati, e che rappresenta l\u2019essenza stessa della vita : spesso tragica e sempre, giorno dopo giorno, tragicamente leggera ed equivoca.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:15px;margin-bottom:15px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">NOTA BIOGRAFICA<\/h4><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p>Mino Maccari, nato a Siena nel 1898, a diciannove anni partecipa alla Grande Guerra come ufficiale di artiglieria di campagna. Tornato a Siena nel 1920 si laurea in giurisprudenza ed inizia a lavorare presso lo studio dell&#8217;avv. Dini a Colle Val d&#8217;Elsa. Sono di questi anni i suoi primi tentativi di pittura ed incisione.<br \/>\nNel 1922 partecipa alla &#8220;marcia su Roma&#8221;.<br \/>\nNel 1924 viene chiamato da Angiolo Bencini a curare la stampa de &#8220;Il Selvaggio&#8221;, dove vi appaiono le sue prime incisioni; nel 1926 abbandona la professione legale e ne assume la direzione fino al 1942.<br \/>\nNel 1925 la redazione del &#8220;Selvaggio&#8221; si trasferisce a Firenze e tra i suoi collaboratori annovera Ardengo Soffici, Ottone Rosai e Achille Lega.<br \/>\nNel 1927 Maccari partecipa alla II Esposizione Internazionale dell&#8217;Incisione Moderna e alla III Esposizione del Sindacato Toscano Arti del Disegno. L&#8217;anno dopo \u00e8 presente alla XVI Biennale di Venezia.<br \/>\nNel 1929 &#8220;Il Selvaggio&#8221; si trasferisce a Siena e Maccari espone delle puntesecche alla II Mostra del Novecento Italiano a Milano. Agli inizi degli anni Trenta \u00e8 capo redattore della &#8220;Stampa&#8221; di Torino, accanto al direttore Malaparte.<br \/>\nNel 1931 partecipa alla I\u00b0 Quadriennale di Roma (dove sar\u00e0 ancora nel 1951 e nel 1955).<br \/>\nNel 1932 &#8220;Il Selvaggio&#8221; si trasferisce a Roma.<br \/>\nNel 1938 viene invitato alla XXI Biennale di Venezia con una sala personale, collabora ad &#8220;Omnibus&#8221; di Longanesi e tiene una mostra personale all&#8217;Arcobaleno di Venezia.<br \/>\nNel 1943 espone ad una personale a Palazzo Massimo in Roma e alla Mostra Dux al Cinquale di Montignoso. Nel 1948 \u00e8 di nuovo alla Biennale di Venezia dove gli viene assegnato il premio internazionale per l&#8217;incisione (vi sar\u00e0 anche nel 1950, 1952, 1960, 1962).<br \/>\nAlla fine degli anni Quaranta inizia la sua collaborazione alla rivista liberale &#8220;Il Mondo&#8221;, diretta da Pannunzio, conclusasi nel 1963.<br \/>\nNel 1955 \u00e8 alla Biennale di San Paolo (Brasile).<br \/>\nNel 1962 gli viene affidata la presidenza dell&#8217;Accademia di San Luca. Quindi nel 1963 tiene una mostra personale a New York alla Gallery 63 e nel 1967 partecipa alla &#8220;Mostra d&#8217;Arte Moderna in Italia 1915-1935&#8221;, tenuta a Firenze a Palazzo Strozzi.<br \/>\nSeguono una serie di mostre personali ed esposizioni internazionali di grafica, tra cui quella del 1977 a Siena, dove gli viene dedicata una personale a Palazzo Pubblico. Muore nel 1989 a Roma.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-4 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h5 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><strong>Mostra: <\/strong>MINO MACCARI \u2013 L\u2019IRONIA VISIONARIA DI UN \u201cINSIDIOSO PENNELLO\u201d<br \/>\n<strong>A cura di: <\/strong>Silvia Pegoraro<br \/>\n<strong>Sede:<\/strong> Galleria d\u2019Arte Marchetti<br \/>\n<strong>Indirizzo:<\/strong> Via Margutta 8 &#8211; 00187 Roma<br \/>\n<strong>Inaugurazione:<\/strong> gioved\u00ec 10 aprile 2014, ore 18.30<br \/>\n<strong>Periodo espositivo:<\/strong> 10 aprile \u2013 31 maggio 2014<br \/>\n<strong>Ingresso:<\/strong> libero<br \/>\n<strong>Orari:<\/strong> LU 16.30-19.30 ; MAR-SA 10.30-13.00 \/ 16.30-19.30<br \/>\n<strong>Catalogo:<\/strong> Grafiche Turato Edizioni, con testi di Silvia Pegoraro, Lorenza Trucchi, Andrea Tugnoli<br \/>\n<strong>Informazioni:<\/strong> tel\/fax 06 3204863 \u2013 www.artemarchetti.it ; info@artemarchetti.it<\/h5><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column fusion-flex-align-self-flex-start fusion-column-no-min-height\" 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