{"id":3898,"date":"2024-03-13T15:02:42","date_gmt":"2024-03-13T14:02:42","guid":{"rendered":"https:\/\/artemarchetti.it\/luigi-boille-per-incontrare-luoghi-di-luce-retrospettiva-1953-2015\/"},"modified":"2024-03-13T15:02:42","modified_gmt":"2024-03-13T14:02:42","slug":"luigi-boille-per-incontrare-luoghi-di-luce-retrospettiva-1953-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artemarchetti.it\/en\/luigi-boille-per-incontrare-luoghi-di-luce-retrospettiva-1953-2015\/","title":{"rendered":"LUIGI BOILLE &#8211; \u201cPer incontrare luoghi di luce\u201d &#8211; Retrospettiva 1953-2015"},"content":{"rendered":"<p><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">15 ottobre &#8211; 5 dicembre 2015<\/h2><\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:5px;margin-bottom:5px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><p style=\"text-align: justify;\">Luigi Boille &#8211; scomparso a Roma il 20 aprile di quest\u2019anno, all\u2019et\u00e0 di 89 anni &#8211; pu\u00f2 certamente definirsi uno dei maggiori artisti italiani contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ammirato e sostenuto da grandi critici e storici dell\u2019arte, quali Lionello Venturi, Michel Tapi\u00e9, Giulio Carlo Argan, Guido Ballo, Cesare Vivaldi o Pierre Restany, non \u00e8 ancora sufficientemente noto al grande pubblico, nonostante l\u2019eccezionale qualit\u00e0 e originalit\u00e0 del suo lavoro e la sua inconfondibile cifra stilistica lo pongano al livello dei maggiori maestri italiani del secondo Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Galleria Marchetti di Roma gli rende omaggio con la prima mostra retrospettiva dopo la sua morte, organizzata con la preziosa collaborazione dell\u2019Archivio Luigi Boille e curata da Silvia Pegoraro: un percorso che mette in evidenza l\u2019evoluzione della sua ricerca sin dagli esordi, attraverso 25 opere selezionatissime, realizzate tra il 1953 e gli ultimi mesi di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra \u2013 che inaugurer\u00e0 gioved\u00ec 15 ottobre e rester\u00e0 allestita fino al 5 dicembre 2015 &#8211; sar\u00e0 documentata da una piccola monografia (dove saranno riprodotte anche molte opere non esposte, tra cui diversi inediti), con testi della curatrice e di Flaminio Gualdoni (Grafiche Turato Edizioni).<\/p><\/h4><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:10px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\" style=\"--awb-content-alignment:center;--awb-font-size:22px;--awb-line-height:1.5em;\"><p style=\"text-align: justify;\">I \u201cfavolosi\u201d anni \u201960, anche a chi non li abbia vissuti, evocano immediatamente l\u2019immagine di una scintillante fucina d\u2019idee, di un inesauribile repertorio di progetti, di creazioni, di manifestazioni\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio nel cuore di quel mitico decennio, nel 1964, si tenne a New York un\u2019importante rassegna artistica internazionale, la Guggenheim International Award. A rappresentare l\u2019Italia c\u2019erano quattro artisti: Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani e Luigi Boille, giovane artista di origine friulana (nato a Pordenone nel 1926) che risiedeva gi\u00e0 dal 1950 a Parigi, dove si era avvicinato alla Jeune Ecole de Paris, e dove aveva trovato il successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutt\u2019oggi la sua fama \u00e8 assai pi\u00f9 consolidata in Europa e nel mondo che in Italia, nonostante l\u2019eccezionale qualit\u00e0 del suo lavoro e la sua inconfondibile cifra stilistica lo pongano al livello dei maggiori maestri italiani del secondo Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diplomato all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma e laureato in architettura, Boille raggiunge gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni \u201950 una maturit\u00e0 creativa che lo porta a realizzare un\u2019espressione pittorica nella quale \u00e8 possibile ravvisare una delle pi\u00f9 valide, stimolanti e originali manifestazioni dell\u2019Informale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il celebre critico Michel Tapi\u00e9, leggendario teorico dell\u2019Informale come \u201cArt autre\u201d, lo inser\u00ec nel gruppo dei suoi artisti prediletti e paragon\u00f2 il suo lavoro a quello di grandi espressionisti astratti americani quali Mark Tobey e Clifford Still.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri grandi critici, fra i pi\u00f9 influenti della storia dell\u2019arte del Novecento, hanno nel tempo sostenuto e amato Luigi Boille: Lionello Venturi, Guido Ballo, Cesare Vivaldi, Filiberto Menna, Giulio Carlo Argan&#8230;Proprio a quest\u2019ultimo si deve un\u2019altra affermazione-chiave per intendere l\u2019opera del maestro friulano: \u201cBoille, sapendo che la pittura \u00e8 in crisi, si ostina a fare soltanto pittura, la pittura pi\u00f9 pura possibile\u201d (G.C. Argan, 1973).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pittura pura, pittura assoluta, quella di Boille, che sin dai suoi esordi, fino alle pi\u00f9 attuali ricerche, si snoda in un labirinto infinito di colore e di luce, metafora del pulsare stesso dell\u2019esistenza negli abissi del cosmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pittura ricca di \u201celementi barocchi\u201d (Tapi\u00e9), anche se nel lavoro di Boille il dinamismo e l\u2019\u201dirrazionalismo\u201d riconducibili al barocco saranno sempre equilibrati da un senso \u201cclassico\u201d di armonia e di nitore formale. Da quelle che Restany definisce le sue \u201chautes p\u00e2tes\u201d informali (anni \u201950), dalla disseminazione della materia-colore e dei segni, o dal loro assemblarsi fittamente nello spazio, in una sorta di \u201chorror vacui\u201d (anni \u201960 -\u201970), cos\u00ec come lo ha definito Giorgio Di Genova, Boille si \u00e8 mosso sempre di pi\u00f9 verso la rarefazione, il libero fluttuare del segno nel colore, o nel bianco, o nel nero, senza tuttavia perdere mai la sua straordinaria ricchezza pittorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il segno, in Luigi Boille, \u00e8 l\u2019elemento di coesione tra pensiero e gesto, tra spazio e colore, e attraverso l\u2019interazione di tutte queste componenti l\u2019artista difende il ruolo centrale ed essenziale del linguaggio della pittura, come scriveva Argan nel 1973: il segno di Boille \u201csvolgendosi e modulandosi come pura frase pittorica, realizza e comunica uno stato dell&#8217;essere, di immunit\u00e0 o distacco o contemplazione\u201d, riuscendo davvero a realizzare quella \u201criconciliazione dell\u2019intelligenza con il puro istinto\u201d prefigurata da Restany nel \u201958.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa passione per la simbiosi di poesia e pensiero che ha sempre portato Boille a dialogare con i poeti: come il poeta surrealista brasiliano Murilo Mendes che, insieme a Cesare Vivaldi, lo present\u00f2 alla Biennale di Venezia del 1966, o come Ezra Pound, con cui collabor\u00f2 alla realizzazione di un libro d\u2019artista con sette poesie di Pound e sette litografie di Boille (Omaggio a Ezra Pound, Rapallo, 1971). O ancora, come Ren\u00e9 Char: in due suoi versi Boille ha riconosciuto il senso di tutta la sua pittura: \u201cSi nous habitons un \u00e9clair, \/ il est le coeur de l\u2019\u00e9ternel\u201d.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:15px;margin-bottom:15px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">NOTA BIOGRAFICA<\/h4><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p style=\"text-align: justify;\">Nato a Pordenone nel 1926, Luigi Boille si diploma all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma nel \u201949. L\u2019anno successivo si laurea in architettura, e subito dopo si trasferisce a Parigi, dove si stabilisce. Gi\u00e0 nel \u201953 la sua pittura rivela una matura e originale assimilazione dell\u2019Informale, e ci\u00f2 lo avvicina al gruppo della Jeune Ecole de Paris, con cui espone in numerose collettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conosce il grande critico francese Michel Tapi\u00e9, che lo inserisce nella sue ricerche sull\u2019\u201dArt autre\u201d e coglie nella sua pittura \u201celementi barocchi\u201d, anche se nel lavoro di Boille il dinamismo e l\u2019\u201dirrazionalismo\u201d riconducibile al barocco saranno sempre equilibrati da un senso \u201cclassico\u201d di misura e di rigore formale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1964 Luigi Boille rappresenta l\u2019Italia insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana al Guggenheim International Award di New York. Nel \u201965, rientrato temporaneamente in Italia, a Roma partecipa alla Quadriennale, e l\u2019anno dopo \u00e8 invitato alla Biennale di Venezia, dove \u00e8 recentemente tornato, partecipando alla LIV Edizione (2011).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quindici anni \u00e8 stato in rapporti contrattuali con la Galleria Stadler di Parigi (una fra le pi\u00f9 importanti al mondo), dove ha tenuto diverse mostre. Importante anche il rapporto con la storica Galleria del Naviglio di Milano e con il suo fondatore e titolare, Carlo Cardazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ininterrotto \u00e8 l\u2019itinerario delle sue mostre personali e collettive. Tra le pi\u00f9 importanti, le personali alla Galleria del Naviglio (Milano) e alla Galleria Qui Arte Contemporanea (Roma), nel 1974, a Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1984), alla Galleria Giulia di Roma (1986), alla Galleria Roubaud (1991) e all\u2019Istituto Italiano di Cultura a Monaco di Baviera (1992), alla Galleria L\u2019Isola (Roma) nel 1993, allo Studio Simonis e alla Galleria Stadler (Parigi) nel 1997; le collettive Informale in Italia, alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Bologna (1983) , Geografie oltre l\u2019Informale alla Permanente di Milano (1987), Tapi\u00e9 et l\u2019art informel , alla Galerie 16 di Parigi (1989).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di questa, la Galleria Marchetti di Roma gli ha dedicato altre cinque mostre personali, tra il 1999 e il 2009.<br \/>\nOpere di Boille sono presenti nelle maggiori collezioni e musei del mondo.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-4 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h5 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><strong>Mostra:<\/strong> LUIGI BOILLE \u2013 \u201cPer incontrare luoghi di luce\u201d \u2013 Retrospettiva 1953-2015 <strong>A cura di:<\/strong> Silvia Pegoraro <strong>Sede:<\/strong> Galleria d\u2019Arte Marchetti <strong>Indirizzo:<\/strong> Via Margutta 8 &#8211; 00187 Roma <strong>Inaugurazione:<\/strong> gioved\u00ec 15 ottobre 2015, ore 18.30<br \/>\n<strong>Periodo espositivo:<\/strong> 15 ottobre \u2013 5 dicembre 2015 <strong>Ingresso:<\/strong> libero <strong>Orari:<\/strong> LU 16.30-19.30 ; MAR-SA 10.30-13.00 \/ 16.30-19.30<br \/>\n<strong>Catalogo:<\/strong> Edizioni Grafiche Turato, con testi di Flaminio Gualdoni e Silvia Pegoraro, in galleria <strong>Informazioni:<\/strong> tel\/fax 06 3204863 \u2013 www.artemarchetti.it ; info@artemarchetti.it<\/h5><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column fusion-flex-align-self-flex-start fusion-column-no-min-height\" 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