{"id":3892,"date":"2024-03-13T15:02:07","date_gmt":"2024-03-13T14:02:07","guid":{"rendered":"https:\/\/artemarchetti.it\/mauro-staccioli-creare-scultura-significa-esistere-in-un-luogo\/"},"modified":"2024-03-13T15:02:07","modified_gmt":"2024-03-13T14:02:07","slug":"mauro-staccioli-creare-scultura-significa-esistere-in-un-luogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artemarchetti.it\/en\/mauro-staccioli-creare-scultura-significa-esistere-in-un-luogo\/","title":{"rendered":"MAURO STACCIOLI &#8211; \u201cCreare scultura significa esistere in un luogo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-two\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h2 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\"><strong>19 maggio\u00a0\u2013 9 luglio 2016<\/strong><\/h2><\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:5px;margin-bottom:5px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><p><strong>La Galleria Marchetti di Roma dedica una personale a uno dei pi\u00f9 grandi scultori contemporanei, Mauro Staccioli: la mostra\u00a0 &#8211; <\/strong><strong><em>MAURO STACCIOLI \u2013 \u201cCreare scultura significa esistere in un luogo\u201d <\/em><\/strong><strong>(a cura di Silvia Pegoraro), realizzata in collaborazione con L\u2019Archivio Mauro Staccioli (Firenze) \u00a0inaugurer\u00e0 gioved\u00ec 19 maggio e rester\u00e0 allestita fino al 9 luglio 2016. Comprender\u00e0 opere realizzate tra il 1990 e il 2006: una decina di sculture, tra cui alcuni inediti \u2013 come la grande \u201cmezzaluna\u201d <em>Senza titolo<\/em> del 2004 &#8211; e una ventina di bellissime carte (acrilici e grafite su carta) di grandi dimensioni, a sottolineare l\u2019importanza del disegno come premessa e insieme dimensione autonoma e parallela alla scultura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Mauro Staccioli (Volterra, 1937) ha assunto a partire dagli anni \u201980 un ruolo di assoluto primo piano nel panorama della scultura internazionale, accanto ad artisti quali Anthony Caro, Tony Smith, Richard Serra, Philip King, artisti che come lui, in un&#8217;epoca di contaminazioni ed azzeramenti dei generi artistici, sono rimasti fedeli a una concezione dell&#8217;arte come ultima grande utopia, capace di rendere l&#8217;uomo pi\u00f9 consapevole del suo rapporto con il mondo. La passione morale ed il rigore creativo con cui Mauro Staccioli da sempre svolge il proprio compito di artista fanno s\u00ec che le intense problematiche estetiche, culturali e sociali del suo lavoro si dispieghino con la forza e l&#8217;evidenza di un vero messaggio per l&#8217;uomo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Catalogo italiano\/inglese in galleria (Edizioni Grafiche Turato, Padova)\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Informazioni<\/strong>: tel\/fax 06 3204863 \u2013 <a href=\"http:\/\/www.artemarchetti.it\">www.artemarchetti.it<\/a> ; <a href=\"mailto:info@artemarchetti.it\">info@artemarchetti.it<\/a><\/p><\/h4><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:10px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\" style=\"--awb-content-alignment:center;--awb-font-size:22px;--awb-line-height:1.5em;\"><p>Il binomio <em>scultura\/ambiente <\/em>\u00e8 stato fondamentale per Mauro Staccioli sin dagli esordi del suo operare come scultore, nel 1968: la scultura\u00a0 deve essere pensata <em>per <\/em>un luogo, per interagire <em>con<\/em>\u00a0 lo spazio fisico della sua destinazione. &#8220;<em>Creare scultura significa esistere in un luogo<\/em>&#8220;, afferma lo stesso artista . Quest\u2019idea \u00e8 resa perfettamente gi\u00e0 dalle monumentali sculture realizzate nel corso degli anni \u201970, nelle quali prende letteralmente <em>corpo<\/em> il suo linguaggio potente ed essenziale, dove geometrie elementari sono rese ancor pi\u00f9 efficaci ed incisive, oltre che dalle grandi dimensioni, dall&#8217;uso di materiali \u201cforti\u201d, non appartenenti alla tradizione aulica della scultura, quali il ferro, il cemento o la pietra serena. Staccioli intende affrontare non solo i problemi dello spazio fisico, ma anche quelli dello spazio sociale, dunque condiviso, dunque <em>interattivo<\/em>, implicante cio\u00e8\u00a0 una circolarit\u00e0 di relazioni : non solo tra uomo e ambiente, ma anche tra uomo e uomo, con tutte le complesse implicazioni simbolico-concettuali che tutto ci\u00f2 comporta.<\/p>\n<p>Le\u00a0 grandi installazioni degli anni \u201980 inaugurano una nuova fase della ricerca artistica di Staccioli: mentre viene mitigata una certa aggressivit\u00e0 visivo-tattile degli esordi, tende a farsi pi\u00f9 audace e complessa la concezione progettuale, che va sempre pi\u00f9 a sfidare gli equilibri statici dell&#8217;opera e le armonie architettoniche o naturali del contesto, creando effetti stranianti e ri-semantizzanti dello spazio, spazio che viene continuamente messo in discussione. Questo tipo di ricerca si estende e si approfondisce per tutti gli anni \u201990, conducendo ad esiti formali sempre pi\u00f9 arditi e stimolanti.<\/p>\n<p>Con l\u2019inizio del nuovo millennio si apre per Staccioli un&#8217;ulteriore fase creativa: pur senza abbandonare\u00a0 le componenti pi\u00f9 esplicitamente socio-politiche della sua poetica, l\u2019artista si concentra di pi\u00f9 su\u00a0 temi filosofico-esistenziali, bench\u00e9 sempre collegati al problema della presenza dell&#8217;uomo nel mondo e del suo rapporto con l&#8217;ambiente e con gli altri uomini. Le sue geometrie elementari non abbandonano il carattere di temerariet\u00e0 e di sfida all&#8217;equilibrio statico sviluppato nei due decenni precedenti, ma si fanno sovente meno \u201cdure\u201d, grazie alla scelta di soluzioni curvilinee (il cerchio, la sfera) che alludono nello stesso tempo alla totalit\u00e0, al movimento e alla ricorsivit\u00e0, suggerendo il senso di una nuova armonia dell\u2019essere. L&#8217;opera abbraccia lo spazio e ne \u00e8 abbracciata, lo possiede e ne \u00e8 posseduta, invitandoci a coglierlo\u00a0 al di l\u00e0 delle apparenti ovviet\u00e0 e dei vari automatismi percettivi: \u201c<em>La scultura non trova pi\u00f9 la sua funzione in opere di abbellimento o in quanto forma controllata ed autoreferenziale; essa si presenta invece come l&#8217;opportunit\u00e0 di una riflessione critica, ed il suo scopo \u00e8 di istituire rapporti rivitalizzati fra noi e il mondo<\/em>\u201d (Mauro Staccioli).<\/p>\n<p>Staccioli resta fedele al cardine teorico della modernit\u00e0, quello che soprattutto la contrappone al postmoderno: l\u2019idea di arte come grande <em>utopia, <\/em>attivit\u00e0 vitale ed energica che irrompe nella nostra vita di individui per cambiarla, rendendola cosciente della dimensione collettiva &#8211; sia quella urbana che quella degli spazi semplicemente <em>aperti<\/em> &#8211; come il luogo deputato di questo suo operare, che trova appunto il suo fine nella comunit\u00e0 e nella condivisione.<\/p>\n<p>Spesso assimilata alle <em>strutture primarie<\/em> del Minimalismo, l\u2019arte di Staccioli in realt\u00e0 se ne distacca decisamente, sia per il carattere fortemente fisico e individuale attribuito all\u2019esperienza creativa (in contrapposizione all&#8217;atteggiamento impersonale degli artisti minimal), che comporta l\u2019uso di una geometria carica d\u2019intuizione ed emozione, piuttosto che freddamente razionale, sia soprattutto per il rapporto di <em>interazione\/interpretazione<\/em> con l\u2019ambiente circostante, ben lontano da quello di opposizione\/aggressione che caratterizza l\u2019arte <em>minimal <\/em>. Tutto ci\u00f2 rimane inalterato anche quando\u00a0 Staccioli abbandona la dimensione monumentale per affrontare le medie o piccole dimensioni della scultura, come possiamo renderci conto osservando le opere in mostra a Roma presso la Galleria Marchetti, in cemento, in cemento e ferro e in acciaio corten (realizzate tra il 1990 e il 2006) o i bellissimi acrilici su carta degli anni \u201890, esempio dell\u2019altissima qualit\u00e0 del \u201cdisegno\u201d di Staccioli, della sua sorprendente capacit\u00e0 di \u201cscolpire\u201d anche lo spazio bidimensionale.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:15px;margin-bottom:15px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">NOTA BIOGRAFICA<\/h4><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p>Mauro Staccioli nasce a Volterra (Pisa) nel 1937 e si diploma presso il locale Istituto Statale d&#8217;Arte nel 1954. La sua attivit\u00e0 artistica, iniziata a partire dai primi anni \u201860, \u00e8 stata sempre saldamente intrecciata a quella didattica ed a quella di intellettuale militante, impegnato ad analizzare il nesso problematico fra arte e societ\u00e0.\u00a0 Partito dalla pittura e dell&#8217;incisione, dal 1968 si concentra sulla scultura, arrivando a formulare la sua personale concezione <em>ambientale<\/em> dell&#8217;opera, chiamata ad interagire con lo spazio fisico al quale \u00e8 destinata, e\u00a0 per il quale \u00e8 stata pensata, come dimostrano le grandi installazioni in ferro e poi in cemento realizzate nel corso degli anni \u201870 a Milano (Galleria Toninelli), Volterra (negli spazi pubblici della citt\u00e0), a Grenoble (Maison de la Culture), a Parma (Piazza della Steccata) ed infine a Venezia (Biennale, edizioni XXXVII e XXXVIII).<\/p>\n<p>Gli anni \u201880 vedono la consacrazione di Staccioli come artista di levatura internazionale: prima in Germania (Stadtische Galerie, Regensburg), poi in Gran Bretagna (Hayward Gallery, Londra), in Israele (Tel Hai College, Tel Hai), in Francia (ELAC, Lione) e negli Stati Uniti (Amherst, Massachusetts, University Gallery). Le grandi installazioni realizzate in questi luoghi inaugurano una nuova fase della ricerca artistica di Staccioli, che tende a mitigare l\u2019aggressivit\u00e0 degli esordi, orientandosi verso una pi\u00f9 ardita concezione progettuale, intesa a sfidare gli equilibri statici dell&#8217;opera e le armonie architettoniche o naturali del contesto.<\/p>\n<p>Fra la fine degli anni \u201980 e l&#8217;inizio degli anni \u201990 l\u2019artista lavora sempre pi\u00f9 spesso all&#8217;estero, soggiornando a\u00a0 lungo soprattutto in California ed in Corea del Sud. Nel 1987 il Museum of Contemporary Arts di La Jolla, San Diego, gli dedica la prima personale americana, seguita da un&#8217;importante commissione da parte della Djerassi Foundation : nove grandi sculture da collocare nel parco della fondazione a Woodside (California). Nello stesso anno \u00e8 chiamato a Seul con l&#8217;incarico di realizzare una scultura permanente per il parco olimpico, e da qui inizia anche un&#8217;attiva frequentazione della Corea del Sud per conferenze nelle universit\u00e0, nuove installazioni, come quella realizzata al Contemporary Art Musem di Kwachon-Seul nel 1990. Sempre nell\u2019\u201987 il Comune di Milano gli dedica la prima importante personale in Italia, alla Rotonda della Besana.<\/p>\n<p>Negli anni \u201890 l\u2019artista continua a sperimentare nuove forme: tra le realizzazioni pi\u00f9 significative, l&#8217;installazione per il Symposium Internazionale di Scultura di Andorra, per il quale realizza un grande cerchio in acciaio rosso alto 12 metri; due grandi sculture per il rinnovato Contemporary Art Museum di San Diego (1996); il celebre <em>Equilibrio sospeso <\/em>al Rond Point de l\u2019Europe a Bruxelles (1998).<\/p>\n<p>Negli ultimi anni sono numerose le grandi installazioni realizzate, sia in Italia che all\u2019estero, tra cui il <em>Lapiz Building<\/em> a La Jolla (San Diego 2003), a Taiwan (2003), a Puerto Rico (2004), a Voisins-le-Bretonneux (Francia 2008), a Greve in Chianti\u00a0 (2009) e Impruneta (2009),\u00a0 a Roma, di fronte alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna (2011).\u00a0 La grande mostra <em>Mauro Staccioli. Volterra 1972-2009 &#8211; <\/em><em>Luoghi d\u2019Esperienza<\/em>, inaugurata a Volterra nel settembre 2009, ha ricevuto una medaglia di riconoscimento da parte dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano: oltre a disegni, piccole sculture e fotografie, 19 grandiose sculture ambientali nella citt\u00e0 di Volterra e in tutto il suo territorio; molte di esse, ideate per l&#8217;occasione, sono tuttora installate, a formare una sorta di immenso\u00a0 parco di sculture al\u2019aperto. E\u2019 inaugurata nel 2010\u00a0 la\u00a0 monumentale\u00a0 <em>Piramide \u2013 38\u00b0 parallelo<\/em> (circa 30 metri d\u2019altezza, in acciaio cort\u00e8n) nel parco di sculture \u201cFiumara d\u2019Arte\u201d, a Motta d\u2019Affermo (Messina) . Lo stesso anno si tiene a Padova la mostra <em>Mauro Staccioli<\/em> &#8211; <em>Lo spazio nudo<\/em>, personale organizzata dalla galleria Fioretto , che coinvolge, oltre alla galleria, alcuni luoghi\u00a0 chiave del centro storico, dal Caff\u00e8 Pedrocchi\u00a0 all\u2019oratorio di San Rocco, ai Musei Civici agli Eremitani.<\/p>\n<p>Nel 2011 al Parco archeologico di Scolacium e al MARCA di Catanzaro si tiene la mostra <em>Mauro Staccioli. Cerchio Imperfetto<\/em> , e lo stesso anno la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma acquisisce e installa una nuova scultura ambientale di Staccioli &#8211; un anello di 10 metri di diametro &#8211; davanti alla sua celebre scalinata d\u2019ingresso. Il 2012 si apre con la collocazione dell\u2019opera <em>Cerchio imperfetto <\/em>nel giardino interno dell\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano.\u00a0In febbraio la Galleria Il Ponte di Firenze e la Galleria Niccoli di Parma inaugurano due mostre che rileggono i primi quindici anni di lavoro dell\u2019artista, pubblicando il volume monografico <em>Mauro Staccioli. Gli anni di cemento 1968-1982<\/em>. Lo stesso anno,\u00a0 una personale alla Galleria Invernizzi di Milano esplora nuove prospettive di ricerca, che trovano piena espressione nella partecipazione alla Biennale di Scultura di Racconigi nel 2013.<\/p>\n<p>Mauro Staccioli \u00e8\u00a0 membro associato dell\u2019Acad\u00e9mie Royale des Sciences, des Lettres et des Beaux-arts de Belgique e Accademico Nazionale di San Luca.<\/p>\n<p>Vive e lavora attualmente tra Milano e Volterra.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-color:#ffffff;--awb-bg-color-hover:#ffffff;--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-title title fusion-title-4 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h5 class=\"fusion-title-heading title-heading-left\" style=\"margin:0;\"><p><strong>Mostra<\/strong>: <strong><em>MAURO STACCIOLI \u2013 \u201cCreare scultura significa esistere in un luogo\u201d<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>A cura di<\/strong>: Silvia Pegoraro<br \/>\n<strong>Sede<\/strong>: Galleria d\u2019Arte Marchetti<br \/>\n<strong>Indirizzo<\/strong>: Via Margutta 8 &#8211; 00187 Roma<br \/>\n<strong>Inaugurazione<\/strong>: gioved\u00ec 19 maggio 2016, ore 18.00<br \/>\n<strong>Periodo espositivo<\/strong>: 19 maggio \u2013 9 luglio \u00a02016<br \/>\n<strong>Ingresso: <\/strong>libero<br \/>\n<strong>Orari<\/strong>: LU 16.00-19.30 ; MAR-SA 10.30-13.00 \/ 16.30-19.30 (chiuso i giorni festivi)<br \/>\n<strong>Informazioni<\/strong>: tel\/fax 06 3204863 \u2013 <a href=\"http:\/\/www.artemarchetti.it\">www.artemarchetti.it<\/a> ; <a href=\"mailto:info@artemarchetti.it\">info@artemarchetti.it<\/a><\/p><\/h5><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" 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