{"id":3869,"date":"2023-11-04T12:28:34","date_gmt":"2023-11-04T11:28:34","guid":{"rendered":"https:\/\/artemarchetti.it\/franco-angeli-opere-1958-1988\/"},"modified":"2024-10-31T14:28:21","modified_gmt":"2024-10-31T13:28:21","slug":"franco-angeli-opere-1958-1988","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artemarchetti.it\/en\/franco-angeli-opere-1958-1988\/","title":{"rendered":"FRANCO ANGELI Opere 1958-1988"},"content":{"rendered":"<p><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:3%;--awb-background-size:cover;--awb-flex-wrap:wrap;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><div class=\"fullwidth-faded lazyload\" style=\"--awb-background-color:#ffffff;--awb-background-size:cover;\" data-bg=\"https:\/\/artemarchetti.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/single-blog-post-feat-5.jpg\" ><\/div><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" 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2023<\/strong><\/h2><\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:5px;margin-bottom:5px;width:100%;\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:10px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1200px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" 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l\u2019Archivio dell\u2019Opera di Franco Angeli di Roma (presieduto da Maria Angeli, figlia dell\u2019artista), con l\u2019obiettivo di promuovere la conoscenza di questo grande artista romano, operativo nella seconda met\u00e0 del xx secolo, per lungo tempo quasi ignoto al grande pubblico, bench\u00e9 molto amato da studiosi e collezionisti.<\/p>\n<p>La mostra intende, quindi, configurarsi come percorso antologico, attraverso 74 opere uniche di Angeli (tra cui interessanti inediti), tutte provenienti da collezioni private: dagli esordi informali del 1957-58 al figurativismo geometrico e metafisico degli anni \u201980, sino 1988, anno della sua scomparsa.<\/p>\n<p><strong>Franco Angeli<\/strong> \u00e8 una figura chiave di quella nuova generazione di pittori romani venuta impetuosamente alla ribalta all\u2019aurora degli anni \u201960: una generazione artistica \u201cdi maturazione precoce e con caratteri pi\u00f9 organici e compatti delle due precedenti\u201d, come scrive all\u2019epoca il critico Cesare Vivaldi.\u00a0 Vivaldi fa alcuni nomi, soffermandosi in particolare proprio su quelli di Franco Angeli, Tano Festa e Mario Schifano: tre degli artisti che meglio caratterizzano la cosiddetta \u201cscuola di Piazza del Popolo\u201d, spesso fatta coincidere con la \u201cPop Art italiana\u201d, o con il suo settore maggioritario.<\/p>\n<p>Quella di Angeli \u00e8 una pittura influenzata all\u2019inizio del suo percorso &#8211; alla fine degli anni \u201950 &#8211; dall\u2019espressivit\u00e0 materico-gestuale dell\u2019Informale, ma ben presto tendente al monocromo, al silenzio apparente della tela trasformata in schermo quasi neutro, appena animato da segni leggeri, da lievi vibrazioni luminose, o da forme leggibili in trasparenza: un intrigante <em>velamento <\/em>del soggetto, dopo l\u2019esuberanza dell\u2019Informale.<\/p>\n<p>La velatura dei dipinti diventer\u00e0 per Angeli \u2013 nella prima met\u00e0 degli anni \u201960 &#8211; un nodo stilistico e tematico centrale. La sua tecnica del velare le opere con garze e tessuti translucidi \u00e8 agli antipodi del velo come \u201cimpacchettamento\u201d dell\u2019oggetto nell\u2019eccedenza visiva del cellophane, tipico della cultura di massa contemporanea, che \u00e8 al centro della poetica della Pop Art. Angeli affronter\u00e0 poi la necessit\u00e0 del dare forma all\u2019informe, cercando di riportare la pittura alle proprie apparenze figurali, seguendo la via di quella \u201cmetafisica <em>dentro la fisica\u201d <\/em>indicata da De Chirico e Savinio, che si far\u00e0 sempre pi\u00f9 evidente nel suo lavoro degli anni Settanta e Ottanta.<\/p>\n<p>L&#8217;oggetto o il frammento della vita urbana, tra storia e attualit\u00e0, si riaffacceranno sulla scena della pittura, resi con una plasticit\u00e0 di gusto tutto europeo e italiano, singolarmente vicino proprio al gusto che fu della Metafisica. Dal \u201972 faranno la loro comparsa, nell\u2019universo figurale di Angeli, le immagini di aeroplani, obelischi, piramidi, figure geometriche, piccoli paesaggi, che a partire dal \u201875 risulteranno sempre pi\u00f9 immersi in uno spazio metafisico, la cui natura andr\u00e0 ulteriormente chiarendosi e approfondendosi negli anni Ottanta, insieme allo studio e all\u2019influenza dei \u201cvalori plastici\u201d di Sironi, Scipione, Mafai. La propria esperienza artistica, Angeli la intende come <em>azione <\/em>nel presente, ma radicata in un saldo territorio memoriale. Basti pensare alle parole dello stesso artista: <em>\u201ci miei primi quadri sono la testimonianza del contatto quotidiano con la strada.<\/em><\/p>\n<p>Vidi i Ruderi, le Lapidi, simboli antichi e moderni come l\u2019Aquila, la Svastica, la Falce e Martello, obelischi, statue, Lupe Romane sprigionare l\u2019energia sufficiente per affrontare l\u2019avventura pittorica\u201d. Svastiche, falci e martelli, lupe capitoline e bandiere, l\u2019aquila del <em>Quarter Dollar<\/em> e dell\u2019<em>Half Dollar<\/em>, croci, stemmi, iscrizioni lapidarie, epigrafi romane, segni tratti dai graffiti sui muri, collegano Angeli al contesto dell\u2019<em>iconosfera<\/em> <em>urbana <\/em>(questo il titolo della sezione della Biennale di Venezia del 1978 alla quale partecip\u00f2) : l\u2019artista li interpreta come icone di araldica intensit\u00e0 ed essenzialit\u00e0, di forte impatto visivo, giocate su poche tinte e poche forme, nette e contrastate, Franco Angeli \u00e8 uno di quegli artisti che si sforzano di dare una dimensione pubblica, civile, politica, al loro messaggio artistico; che tentano di infrangere la barriera elitaria del linguaggio poetico; che non hanno paura di contaminazioni ma cercano anzi, in nome di una coscienza collettiva di cui si sentono parte, una assunzione di responsabilit\u00e0 ideologica, senza rinunciare alla loro funzione di liberi ricercatori. Angeli ha sempre espresso \u201cuna volont\u00e0 di trasformazione e di lotta\u201d, che ha caricato la sua pittura di intensa polemica politica e di critica sociale, soprattutto tra la fine degli anni \u201960 e gli anni \u201970.<\/p>\n<p>Nella \u201cPop Art\u201d di Angeli, alla consapevolezza degli stereotipi visivi legati alla civilt\u00e0 dei consumi si sovrappone il senso di una tradizione millenaria, piena di chiaroscuri, che ha il suo fulcro nella citt\u00e0 di Roma. L\u2019assoluta originalit\u00e0 del Pop di Angeli sta in una \u201cmaniera\u201d tutta italiana, fondata su complesse stratificazioni culturali: un modo di forgiare immagini in cui all\u2019araldica secchezza definitoria delle icone si unisce una profonda attrazione per la materia pittorica, elaborata e preziosa.<\/p>\n<p>Un repertorio d\u2019immagini, quello di Angeli, dove anche gli elementi logorati dall\u2019uso e dalla ripetizione sono rinnovati dall\u2019intensit\u00e0 della totale <em>autografia<\/em>\/<em>autobiografia<\/em>, che recupera tutta l\u2019espressivit\u00e0 istintiva e caratteriale della linea come <em>scrittura autografa, <\/em>unendola alla sontuosit\u00e0 della materia-colore. Viva testimonianza, questa, di come ogni dolore e ogni difficolt\u00e0 Angeli sapesse riscattarli <em>\u201cnella febbre del dipingere\u201d<\/em>, come scriveva Cesare Vivaldi.<\/p>\n<p>Anche la poesia \u00e8 dunque presente nel lavoro di Angeli, profondamente attratto dalla scrittura e della parola poetica, e amico di poeti di grande valore, quali Nanni Balestrini, Elio Pagliarani, Sandro Penna, e lo stesso Cesare Vivaldi, i cui testi accompagnavano spesso le opere di Angeli nei cataloghi delle sue mostre.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep\" style=\"align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:15px;margin-bottom:15px;width:100%;\"><\/div><div class=\"fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-four\" style=\"--awb-margin-top-small:10px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:10px;--awb-margin-left-small:0px;\"><h4 class=\"fusion-title-heading title-heading-center\" style=\"margin:0;\">NOTA BIOGRAFICA<\/h4><\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p>Giuseppe Angeli, noto in arte come <strong>Franco Angeli<\/strong>, nasce a Roma, nel quartiere San Lorenzo, il 14 maggio 1935, da una famiglia del popolo di solida tradizione antifascista e socialista. Angeli vive la sua infanzia e adolescenza, dopo San Lorenzo (dove assiste al terribile bombardamento del 19 luglio 1943), a Borgo Pio, poi in Via Angelo Brunetti.<\/p>\n<p>Nel caos della guerra interrompe le scuole elementari, e a causa della morte del padre e delle precarie condizioni di salute della madre inizia invece a lavorare, come facchino ai mercati, come garzone di barbiere e poi di lavanderia, e in seguito da un tappezziere per automobili e da un carrozziere.<\/p>\n<p>Nel 1949 la morte della madre lo segna profondamente. Da questo momento si prende cura di lui il fratello maggiore Otello, sindacalista e poi segretario della sezione del Partito Comunista di Cinecitt\u00e0. Comincia a dedicarsi ai primi esperimenti artistici da autodidatta, tra il \u201955 e il \u201957. Frequenta lo studio dello scultore Edgardo Mannucci, dove vede lavori di Burri che influenzano fortemente la prima fase della sua poetica, di natura astratto-informale e materica.<\/p>\n<p>Angeli aderisce al Partito Comunista nella sezione di Campo Marzio, e nel 1955 conosce prima Tano Festa e poi Mario Schifano, con i quali stringe un rapporto di profonda e solida amicizia.<\/p>\n<p>Li accomuna l\u2019estrazione popolare e quindi un senso della realt\u00e0 molto forte, la frequentazione degli stessi luoghi, e l\u2019esigenza di andare oltre le esperienze informali.\u00a0 Fanno parte a pieno titolo di quella che verr\u00e0 definita la \u201cScuola di Piazza del Popolo\u201d. Nel 1959 partecipa alla sua prima collettiva, alla Galleria La Salita di Roma, con Festa e Uncini.<\/p>\n<p>Nel 1960, sempre alla Salita, tiene la sua prima personale, presentata da Cesare Vivaldi. All\u2019inizio degli anni \u201960, la sua poetica si muove verso la figurazione: icone e frammenti di simbologia storica e collettiva, simboli culturali e ideologici come croci, falci e martello o svastiche, le lupe capitoline, le aquile americane e romane.<\/p>\n<p>Queste immagini, in apparente consonanza con le trionfanti tendenze pop, consacrano Angeli sulla scena internazionale dell\u2019arte, dominate dalle iconografie del pop statunitense, nel frattempo esplose alla Biennale di Venezia del 1964, ma in realt\u00e0 se ne distanziano profondamente.<\/p>\n<p>Lo stesso Angeli partecipa alla Biennale del trionfo pop, presentato da Maurizio Calvesi, ma in una lettera autografa scrive: \u201csono in grado di affermare di non avere mai dipinto un quadro nello spirito della Pop Art\u201d.<\/p>\n<p>Gli anni 1968\/70 sono per Angeli anni di grande impegno politico e ideologico, che si protrarr\u00e0 per tutti gli anni \u201970, durante i quali l\u2019artista si batte anche contro la guerra del Vietnam, rappresentandone gli orrori. Nel \u201972 fanno la loro comparsa, nell\u2019universo figurale di Angeli, le immagini di aeroplani, obelischi, piramidi, piccoli paesaggi, che diventeranno motivi dominanti di questi anni. A partire dal 1973 si fa strada una nuova visione pi\u00f9 analitica, e il pittore si indirizza verso forme pi\u00f9 geometriche, sempre pi\u00f9 marcate da campiture regolari e contorni netti. Dal 1975 si rafforza la scelta di una figurazione che sembra immergere gli oggetti in uno spazio metafisico, evidente nei lavori esposti alla X Quadriennale di Roma.<\/p>\n<p>Sempre nel 1975 conosce la giovane nobildonna romana Livia Massimo Lancellotti, che diviene sua compagna di vita e nel &#8217;76 gli d\u00e0 l\u2019unica figlia, Maria.<\/p>\n<p>Nel 1978 partecipa alla Biennale di Venezia curata da Achille Bonito Oliva, nella sezione, <em>L&#8217;iconosfera urbana,<\/em> dove presenta anche un cortometraggio. Negli anni \u201880 si va approfondendo la natura neometafisica della ricerca visiva di Angeli, mentre le sue opere svelano anche lo studio e l\u2019influenza di Sironi, Scipione, Mafai. Nel 1984 compare nei suoi lavori la figura di un pupazzo disarticolato, forse emblema dell\u2019artista stesso, che, come una marionetta, \u00e8 in balia dei fili imperscrutabili del destino.<\/p>\n<p>Franco Angeli si spegne a Roma il 12 novembre 1988, all\u2019et\u00e0 di 53 anni, i suoi funerali si sono svolti presso la chiesa di Santa Maria del Popolo, che custodisce l\u2019opera di Caravaggio, <em>La conversione di San Paolo, <\/em>molto ammirata e amata da Angeli.<\/p>\n<p>Catalogo Edizioni Grafiche Turato, con testi di Laura Cherubini e Silvia Pegoraro (curatrice della mostra), e alcuni appunti inediti di Franco Angeli.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background faded-background fusion-parallax-none nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-no-small-visibility fusion-no-medium-visibility lazyload\" 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Largo Ascianghi 5, Roma<\/p>\n<p><strong>Apertura al pubblico:<\/strong> 8 dicembre 2022<\/p>\n<p><strong>Biglietti:<\/strong> Intero 6 euro; ridotto 3 euro (18-26 anni, over 65)<br \/>\nGratuito under 18, potatori handicap e accompagnatore\u00a0e possessori di LAZIO YOUth CARD che offre opportunit\u00e0 e agevolazioni agli under 30 residenti o domiciliati nella Regione Lazio.<br \/>\nAcquisto biglietti online su <a href=\"http:\/\/www.liveticket.it\/wegil\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.liveticket.it\/wegil<\/a><\/p>\n<p><strong>WEGIL Trastevere:<\/strong><br \/>\nInfo: <a href=\"http:\/\/www.wegil.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.wegil.it<\/a>;<br \/>\nEmail: <a href=\"mailto:info@wegil.it\">info@wegil.it<\/a><br \/>\ntel: 334 6841506 (tutti i giorni ore 10 -19)<br \/>\nTwitter: <a href=\"https:\/\/twitter.com\/wegiltrastevere\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">wegiltrastevere<\/a><\/p>\n<p><strong>Ente promotore:<\/strong> Regione Lazio<\/p>\n<p><strong>Organizzazione:<\/strong> LAZIOcrea S.p.a. in collaborazione con galleria Marchetti e Archivio dell\u2019Opera di Franco Angeli di Roma<\/p>\n<p><strong>A cura di:<\/strong> Silvia Pegoraro<\/p>\n<p><strong>Catalogo:<\/strong> Edizioni Grafiche Turato, con testi di Laura Cherubini e Silvia Pegoraro (curatrice della mostra), e alcuni appunti inediti di Franco Angeli.<\/p>\n<p><strong>WeGil \u00e8 sostenuto da:<\/strong> Terna S.p.a.<\/p>\n<p><strong>Ufficio Stampa:<\/strong> Maurizio Quattrini: 338.8485333 &#8211; <a href=\"mailto:maurizioquattrini@yahoo.it\">maurizioquattrini@yahoo.it<\/a><\/p><\/h5><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" 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