Project Description

Giuseppe Spagnulo

Grottaglie (Taranto), 1936 – Milano, 2016

Biografia

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Nato in uno dei più importanti centri storici della ceramica, la sua prima formazione avviene nel laboratorio ceramico del padre, dove s’impadronisce anche della tecnica del tornio.

Dopo aver compiuto i primi studi presso la Scuola d’Arte della sua città, si trasferisce all’Istituto della Ceramica di Faenza, dove è presente dal 1952 al 1958 come allievo di Angelo Biancini. Gli anni faentini sono importanti per la formazione dell’artista. Infatti, nel Museo delle Ceramiche può studiare e interpretare le opere donate da Picasso all’inizio degli anni Cinquanta e qui realizza i primi esperimenti con il grès.

Nel 1959 si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Brera.  Diventa assistente negli studi di Lucio Fontana e Arnaldo Pomodoro. Entra in contatto anche con Tancredi e con Piero Manzoni. Attraverso Fontana e Manzoni, il giovane scultore è informato delle esperienze della ceramica informale svolte ad Albisola, all’epoca propaggine culturale della capitale del nord.

Spagnulo aderisce alla protesta del 1968, simboleggiata nei primi lavori in metallo, da installare nello spazio ambientale urbano. Questi “grandi ferri” recuperano la geometria e la logica costruttiva del materiale con cui sono forgiati, e introducono alle riflessioni dell’artista sulla fisicità e la materialità del lavoro dello scultore. Spagnulo lavora infatti nelle acciaierie, negli altiforni e nelle officine, forgiando le proprie sculture insieme agli operai.

Negli anni Settanta, l’opera di Spagnulo appare fortemente segnata da aspetti concettuali che evidenziano il suo interesse per i processi ideativi e performativi dell’arte .

Nei primi anni ’80, lo scultore riattiva il suo interesse per i materiali e le tecniche ceramiche. A fine decennio ritorna al tema dei Ferri spezzati, e negli anni Novanta cerca di conferire un senso inedito alla scultura, sfidando la gravità della materia mediante la sospensione di enormi blocchi di ferro.

All’inizio degli anni Novanta gli viene affidata la cattedra di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Stoccarda, in seguito al grande successo ottenuto dal suo lavoro presso gallerie e musei tedeschi. All’inizio del nuovo millennio, riceve il “Premio Faenza alla carriera” e il Premio al Concorso Internazionale d’arredo urbano di Milano.

Nel 2005 ha esposto alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia.

Nel 2007 ha vinto il concorso per il “Monumento ai Caduti di Nassiriya”, con una grande scultura chiamata “La Foresta d’Acciaio”, collocata in Roma, vicino alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura.

E’ scomparso a Milano nel 2016.